Acqua, tra crisi e speranza
Nella nostra mission è contemplata l’attenzione verso le realtà di povertà, ingiustizia, verso le situazioni di fragilità, con il desiderio di trovare strade di prossimità e di riscatto. Per questo motivo cogliamo l’occasione propizia del Tempo del Creato 2026, promosso dal Comitato ecumenico che ogni anno invita a prenderci cura del Creato, nostra casa comune, proponendo la riflessione e l’impegno su un focus particolare. Quest’anno il tema ruota attorno all’acqua. La crisi idrica nel mondo “Sebbene l’accesso all’acqua potabile sia un diritto umano universale, la crisi idrica globale ha un impatto sproporzionato sulle comunità vulnerabili, le generazioni future e le forme di vita non umane che non hanno voce nei sistemi politici o economici.” Il testo base di riflessione porta all’attenzione alcune sfide che scaturiscono da questa crisi: L’acqua diventa inaccessibile per i poveri (2,1 miliardi di persone, cioè 1 persona su 4). Impatto sulla salute delle malattie trasmesse dall’acqua (1,7 miliardi non dispongono di servizi igienici di base nella propria abitazione). Impatto degli scarichi industriali di sostanze chimiche e altri inquinanti nei fiumi (12,5 milioni di europei sono esposti a PFAS). Aumento del consumo di acqua dovuto ai data center e al fabbisogno di energia per le nostre attività digitali, compreso l’uso dell’intelligenza artificiale (1 milione i litri di acqua consumati al giorno da un data center medio). Cattiva governance e corruzione da parte di aziende e governi. Impatto sulla sicurezza alimentare di siccità, inondazioni, tempeste e desertificazione. Salinizzazione del suolo dovuta all’innalzamento del livello del mare o allo sfruttamento eccessivo delle falde acquifere. Violenza legata alla competizione per la scarsità delle risorse idriche. Un contributo di speranza Dinanzi ad una panoramica così vasta e complessa, dinanzi a dati che sembrano “superare” le nostre capacità, non possiamo comunque arrenderci. Madre Teresa amava ricordare: «Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno». Nessun gesto è inutile, per questo il Comitato ecumenico per il Tempo del Creato ci offre alcune indicazioni per agire con responsabilità: Inquinamento idrico: siamo chiamati sia ad astenerci da condotte che possono causare inquinamento, sia a denunciarle, esortando al contempo i governi, le autorità locali, l’industria e l’agricoltura ad agire responsabilmente e a preservare le fonti idriche. Acqua e servizi igienico-sanitari: molti dei nostri fratelli e sorelle non hanno ancora accesso regolare all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. Possiamo evitare lo spreco dell’acqua nel nostro quotidiano e sostenere quanti operano per far sì che questa preziosa risorsa sia veramente per tutti. Sicurezza alimentare: Siamo chiamati a plasmare e ad influenzare le nostre politiche e pratiche affinché tutti abbiano accesso a cibo nutriente e sicuro, così che i frutti della biodiversità siano condivisi equamente. Educazione ambientale: siamo chiamati al rispetto dell’ambiente, alla cura degli spazi pubblici, in particolare quest’anno possiamo impegnarci a fare la nostra parte per non contribuire all’inquinamento delle acque, a volte anche un mozzicone non gettato a terra, il giusto riciclo della plastica… piccoli gesti con i quali possiamo contribuire. Trarre ispirazione spirituale dal Creato: attraverso la contemplazione del mondo naturale, siamo invitati a passare dal dominio all’umiltà, dallo sfruttamento alla cura e dal profitto a breve termine alla prosperità a lungo termine. Questa trasformazione è sia spirituale sia pratica e richiede un ripensamento dei valori, dei sistemi economici e delle priorità educative. Piantumazione di alberi: proteggere e ripristinare le aree verdi. Gli alberi assorbono l’inquinamento da carbonio, prevengono l’erosione, riducono le inondazioni, forniscono cibo e medicine e rinfrescano gli ambienti urbani, portando davvero guarigione alle nazioni. Prendersi cura dei nostri oceani: il nostro “Polmone Blu” – sempre più minacciati dallo scarico di rifiuti, dalla pesca eccessiva, dall’inquinamento e dall’estrazione mineraria in acque profonde. La vita e la biodiversità sottomarine non devono essere considerate come qualcosa di invisibile e trascurabile. Gli educatori aiutino le nostre comunità a riconoscere e apprezzare questi mondi marini. I leader di governo agiscano con coraggio per proteggere i biomi marini e i mezzi di sussistenza. E sia possibile, per noi, individuare una tutela che permetta al Polmone Blu di continuare a respirare per le generazioni future. Ripristino e tutela dell’ecosistema e della biodiversità: siamo tutti chiamati a ripristinare il territorio nelle nostre case, nelle nostre città… Nel sito CMT potrai trovare alcuni dati e una riflessione biblica di approfondimento.


