12 Maggio 2026

L’arte della fotografia per imparare a guardare la “Luce nelle crepe”

Attraverso l’arte della fotografia è possibile imparare a guardare fuori e dentro di sé. Alina, partecipante volontaria, ha condiviso il suo amore per gli scatti con un gruppo di adolescenti con il desiderio di offrire loro la possibilità di “imparare a guardare”. L’abbiamo intervistata per raccontarci l’esperienza vissuta.

 

Come è nata l’idea?

Amo molto la fotografia e nel corso degli anni personalmente ho appreso tante cose: saper cogliere l’attimo, aspettare, ascoltare, esprimere qualcosa di profondo attraverso uno scatto… Allora ho pensato che in un tempo in cui i ragazzi scattano moltissime immagini, ma raramente si fermano ad ascoltare ciò che sentono, la fotografia può diventare uno strumento privilegiato per conoscersi, esprimersi, rileggere la realtà con uno sguardo più consapevole e umano.

Da qui è nata l’idea di questo corso fotografico dal nome: “Luce nelle crepe”. Uno strumento educativo sorto dal desiderio di offrire agli adolescenti uno spazio in cui imparare a guardare, prima ancora che a fotografare.

 

Come mai questo nome?

Luce nelle crepe” prende spunto dalla celebre frase: “C’è una crepa in ogni cosa. Da lì entra la luce” di Leonard Cohen, cantautore e poeta canadese, tratta dalla sua canzone Anthem (in italiano: Inno) presente nell’album ‘The future’ del 1992.

 

Interessante e concretamente come si è svolto?

Abbiamo utilizzato il cellulare, strumento quotidiano dei ragazzi, trasformandolo da mezzo impulsivo a strumento di attenzione, riflessione e relazione.

Ci siamo posti degli obiettivi:

  • sviluppare uno sguardo attento e non giudicante su se stessi, sugli altri e sulla realtà
  • riconoscere e accogliere le emozioni, anche quelle più fragili
  • scoprire che il negativo, il limite e l’imperfezione possono diventare luoghi di luce e significato
  • migliorare la capacità di relazione, ascolto ed empatia
  • usare la fotografia come linguaggio espressivo, non come esposizione o competizione

 

Raccontaci com’è andata?

Attraverso esercizi guidati, i ragazzi hanno imparato a riconoscere qualcosa anche in quelle immagini che normalmente verrebbero scartate. Un modo per cambiare punto di vista, scoprire segni di bellezza e speranza anche nelle situazioni difficili. Ad ogni foto scattata hanno aggiunto una didascalia, per esprimere la “luce” che vi intravedevano.

Un’esperienza positiva per loro che hanno partecipato, ma non solo. Al termine, infatti, abbiamo avuto la possibilità di esporre le foto scattate negli ambienti della scuola che loro frequentano. La Mostra fotografica ha lo stesso titolo del corso: Luce nelle crepe. Pensata non come un’esposizione tecnica, ma piuttosto come sintesi dell’esperienza vissuta insieme alla scoperta della luce presente nelle “crepe” della vita. Ha suscitato molto interesse tra i loro coetanei.

Alcune ripercussioni: “Questa mostra mi è piaciuta davvero tanto, perché rappresenta qualcosa di molto profondo”, “A me è piaciuta perché dimostra che anche nelle cose che possono sembrare ‘distrutte’, c’è sempre un filo di speranza”.

 

Grazie per aver condiviso con noi questa attività. Il modo migliore per cogliere come è andata è guardare con loro “dentro le crepe” e lasciarci guidare dai loro sentimenti per accorgerci, anche noi, della luce che ne scaturisce.

Grazie ragazzi per questo vostro sguardo di luce che ci può contagiare!

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